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My head is a box full of nothing and that's way I like it

Ben Lee
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Diario sudafricano di Olaf Olgiati

 
Di Olafmeister (del 05/03/2010 @ 09:23:41, in Riguardando al passato, letto 56 volte)

Bart doveva essere uno schnauzer. Era piccolo, nero, e quando mia sorella lo aveva portato a casa dal canile nel millennio scorso, tutti erano sicuri che sarebbe stato un cane di stazza piccola-media.

Nessuno glielo aveva detto.

Bart per anni ha continuato a crescere, il suo pelo ha continuato a schiarirsi (da nero pece fino a quel grigio pecora) ed allungarsi, fino a raggiungere i 40 o 50 chili. Anche se almeno 30 erano di pelo.

Non ha mai smesso di essere un cucciolo. Nessuno gli ha mai chiesto di crescere, e tutto quello che voleva era una carezza o una grattatina mentre si allungava sul pavimento.

Bart amava Pulce, il mio gatto mafioso che ci ha lasciato in una primavera del 2005, proprio come Bart.
Pulce, dopo essere stato padrone della casa per 5 anni, si era trovato a condividere successivi 7 anni l'affetto della famiglia con questo cagnolone un po' sbadato. Pulce non amava Bart, ma lo sopportava, e, quando era annoiato, ci giocava un po'.

Bart amava tutti. Non aveva mai attaccato nessuno, e al massimo lo avevo costretto a pisciare sulle macchine di quelli che mi stavano sulle palle, durante le (purtroppo) rare passeggiata che facevo con lui.

Gia', perche' alla fine Bart era quello che aveva compensato in famiglia durante i miei anni lontano da casa. Quando era arrivato, subito dopo ero partito per militare. Dopo 2 anni passati a vivere insieme (e talvolta lottare per il possesso del letto), ero partito per quel di Londra, e da quel lontano 2001, la mia stanza e' diventata la stanza di Bart.

Mio padre ogni tanto sbagliava e mi chiamava Bart.
Mio padre ogni tanto si confondeva e chiamava Bart Olaf.

Bart era grosso, ma era delicato. Potevi tenere 2cm di wurstel al pollo in bocca, e lui sarebbe riuscito ad afferrarlo senza neppure toccarti le labbra.

Quando mi chiedevano all'estero a cosa serva il bidet, io rispondevo che era un gesto di civilta' verso i cani, la loro fontanella preferita.

Bart amava Olga, e immagino che il 2005 per lui fosse stato un anno un po' miserabile. Io a Londra, Olga in Brasile, e Pulce morto. Solo lui e mio padre.

Bart amava mio padre. Bart amava Olga.

Bart odiava il giardino, tanto da scavare buche dovunque per nascondere ossa che comunque si sarebbe scordato il giorno dopo.

Bart dormiva dovunque voleva. Soprattutto nel mio letto, ma in estate adorava la cantina. In estate Bart dormiva fuori, cosi' come mio padre.

Bart odiava il telefono. Ogni volta che qualcuno era al telefono, lui abbaiava. Forse perche' voleva che chiunque fosse dietro a quella cornetta smettesse di parlare per accarezzarlo.

Mio madre chiamava Bart Bartolomeo, ed era l'unica. E diceva che quando estendeva quella zampotta posteriore sembrava Nureyev.

Bart ha conosciuto tutte le ragazze importanti degli ultimi 10 anni della mia vita. Ha visto Anna, ha conosciuto Alessia (che nel 98, prima dell'arrivo di Bart, aveva conosciuto Pulce), e ha passato ore a parlare in inglese con Lindsey. Ha provato anche a parlare in polacco con Ola, ma a quanto pare Ola non era di suo gradimento (avrei dovuto capirlo allora).

In verita' qualsiasi ragazza che sia passata a casa mia non ha potuto fare a meno di parlare o giocare con Bart.

Bart era piccolo prima che arrivassero le macchine digitali. E cosi' ho solo qualche foto e qualche polaroid di quando era cucciolo. Ma dal 2001 in poi, e' sempre sullo sfondo di qualsiasi foto fatta a casa

Bart era l'eroe delle feste. A suo agio con 2,20,50 persone. Che regolarmente davano cibo di nascosto ad un cane che comunque mangiava gli spaghetti cucinati apposta da mio padre.

Bart si era ubriacato una volta, leccando Martini da una bottiglia rotto. E andando a barcollare e sbattere dovunque.

Come mi ricorda Olga, la parola "Andiamo" era vietata in casa nostra. Era l'inequivocabile segnale che era l'ora della passeggiata, e usarla senza attenzione provocava delusione e un disperato abbaiare del povero cagnone lasciato dietro al cancello

Bart adorava i miei amici. Da quelli che ogni tanto erano andati a dargli da mangiare mentre la famiglia era in trasferta, a quelli che venivano ogni morte del papa. Bart adorava gli amici di Olga. Bart era amico di tutti.

Bart era un po' tonto. Aveva un'espressione tonta. Ma era il nostro tontolone.

Bart ieri e' morto. Olga mi ha chiamato nel mezzo della notte (quando ricevo chiamate intercontinentali dopo le 9 di sera comincio sempre a preoccuparmi) per darmi la triste notizia.

Bart mi ha fatto piangere. Ieri sera, e anche adesso mentre scrivo.

Bart mi manca.

Olaf, Olga and Bart

Con me e Olga a capodanno

Drinking

Mentre beve dalla sua fontanella preferita

Sleeping

Addormentato

Bart e Pulce nel 2004, durante la visita di Ian e Sarah

With dad

Con il papa'

With a shoe

Con una scarpa

In all his beauty

Bart 1998-2010

 
Di Olafmeister (del 04/03/2010 @ 13:41:33, in Vita in Sudafrica, letto 10 volte)
CI hanno provato in tutti i modi.

Perdendo i documenti consegnati entro il termine legale negli uffici di Pretoria.

Mandandomi nel Lesotho, per avere un'estensione semi-legale, facendomi quasi arrestare.

Scappando in Botwsana, alla ricerca di un visto che l'esperienza precedente non mi aveva fatto ottenere.

Finendo in Italia, il 24 Dicembre, a fare la coda alla mattina davanti alla Questura per ottenere documenti che di colpo mi erano stati richiesti, con un preavviso ridicolo.

A Gennaio, quasi tre mesi dopo la scadenza del visto ufficiale, ero riuscito a consegnare tutto perfettamente in regola.

E oggi, dopo 2 mesi di attesa, finalmente ho ottenuto questo sul mio passaporto:

Legal Again!

Si', lo so, sembra farlocco. Ma siamo in Africa, e almeno fino al 2012 non dovro' preoccuparmi di essere cacciato a calcio in culo dal paese...

 
Di Olafmeister (del 02/03/2010 @ 09:24:14, in Vita in Sudafrica, letto 8 volte)
Era da un sacco di tempo che io e Lindsey non tornavamo a FORA (Friends of rescued animals), il canile privato da cui avevamo prelevato Bruce e Cucciola.

Mentre i canili municipali sovvenzionati dallo stato continuano a ricevere fondi (che per la maggiore parte, considerato lo stato dei canili, finiscono nella mani dei soliti parassiti statail) per prigioni in cui i cani rimangono solo 3 settimane prima di essere soppressi, FORA e' uno dei pochi esempio di canili privati in cui i cani semplicemente rimangono li' fino a quando sono addottati o muoiono di cause naturali.
Il motto stesso dell'organizzaione indica il suo ideale: "Endless hope, not a hopeless end" (Infinita speranza, non fine senza speranza).

Visit at FORA

Qualche mese fa erano stati sfrattati dal relativamente piccolo appezzamento di terreno dai soliti disperati costruttori che avevano deciso che era necessario costruire l'ennesimo supermall (in una zona gia' congestionata...)
Cosi', con soli 3 mesi di preavviso, il piccolo team di Fora ha dovuto fare i miracoli per trovare un nuovo sito, piu' grande, piu' pulito, piu' tranquillo  per un prezzo decente.
Sono iniziate cosi' raccolte, richieste, concerti etc.. che hanno reso Fora abbastanza famosa nella zona.

E in soli tre mesi, con donazioni di tutti i tipi, sono arrivati a circa quel milione di rand (o qualcosa di piu') necessario per trasferire tutti i cani, i gatti e uffici nel nuovo sito, ad una decina di km dal vecchio, stavolta lontano dalla strada principale e circondato da montagne.

Io e Lindsey ci eravamo promessi da tempo di tornare a salutare e donare qualche chilo di cibo, ma avevamo paura di andare e tornare con un altro cucciolo. L'inaugurazione della nuova sede era un'ottima occasione per salutare il team di Fora e andare a fare compagnia e giocare con quei circa 600 cani che ora risiedono in un sito molto migliore del precedente.

Visit at FORA


Certo, siamo andati molto vicini a tornare a casa col terzo cane, soprattutto quando ho riconosciuto il fratello di Cucciola, lasciato indietro quando abbiamo preso Bruce, ma completamente identico a lei, solo leggermente piu' magro e con un pisello in piu'.

Lasciato il cibo e qualche soldo dietro, siamo tornati a casa, convinti pero' che, nel caso Lindsey rimanesse incinta, torneremo l'anno prossimo per prendere un terzo cane...
 
Di Olafmeister (del 26/02/2010 @ 13:10:38, in Un calciatore italiano in Sudafrica, letto 12 volte)
E cosi' sono usciti i calendari di questa stagione.
La federazione calcistica locale (SAFA) ha deciso quest'anno, in occasione della coppa del mondo, di far finire tutti i campionati prima della fine di Maggio.

Solitamente un campionato localce dura quasi quanto un anno solare (inizio a Marzo, fine a Ottobre), ma stavolta sono arrivati ordini a tutte le categorie di concludere un intero campionato in 3 mesi invece dei soliti 8!.

Risultato? Le varie federazioni hanno deciso di tagliare il numero di squadre in ogni girone, arrivando ad un minimo ridicolo di 7, il numero di squadre del nostro campionato. 7 squadre, 12 turni di campionato e poi stagione (quasi) finita.

La coppa del mondo si svolgera' a Giugno e la prima settimana di Luglio, ma poi?

Non si sa, attualmente nell'ultima riunione federale sono arrivate voci di far partire 2 coppe, una di lega e una inter-federale, con invece della solita eliminazione diretta, gironcini modello champion's league e solo poi gare di andata e ritorno, in modo da garantire anche alle squadre eliminate in Agosto almeno 3 partite (o 6, se faranno andata e ritorno anche nei gironi preliminari).

Sara' una stagione corta, confusa e , considerando quante volte le partite vengono annullate per piogge eccessive (soprattutto fino a fine Marzo) oppure per mancanza di arbitri (l'anno scorso abbiamo dovuto rimandere 3 partite per altrettanti incidenti stradali della terna arbitrale..), non so proprio come andra' a finire.

La preparazione sta ormai finendo e il campionato comincera' Sabato 6 Marzo contro i Crusaders FC. Personalmente ho perso fino ad adesso 6-7 chili, ma ne ho ancora 4-5 da perdere prima di rientrare nel peso forma. Dopo i 30 diventa (ok, a 33) sempre piu' difficile, soprattutto quando i giocatori intorno a te provengono dai Juniores e hanno quasi la meta' dei tuoi anni...
 
Leggo in giro la stampa internazionale, e tutto quello che trovo sono pareri discordanti. Specialmente sulla stampa inglese (e anche sulla Gazzetta...) si legge della possibilita' a quasi 3 mesi dal calcio d'inizio di spostare il tutto in Germania, non dando al Sudafrica neppure una chance di organizzare l'evento sportivo piu' famoso al mondo.

Personalmente mi sembra quasi che ci siano forze che vogliono vedere fallire il primo campionato mondiale di calcio africano senza aver dato nemmeno una possibilita' al Sudafrica (che ribadisco, e' l'unica nazione africana in grado di organizzare il tutto) di mostrare quello che e' capace.

Certo, ci sono problemi.

Gli stadi sono quasi tutti finiti (anche se Soccer City di Soweto e' ancora indietro), ma saranno pronti per i mondiali. Durante un incontro di Super 14 (la champions league di rugby tra squadre sudafricane, neozelandesi e australiane) , in diretta mondiale, l'elettricita' e' saltata a Blomefontein nel secondo tempo, lasciando lo stadio al buio per 20 minuti, e giocando il resto della partita con meta' delle luci.

Il governo sudafricano (governato da un imbecille che passa troppo tempo a sposare mogli a ripetizione e fare figli dovunque capita, figli e mogli che sono a carico di chi paga le tasse), si e' mosso troppo tardi per fare in modo che a Giugno le infrastrutture saranno completate.
Cosatu (la CIGL locale) ha capito benissimo che senza la manodopera che costruisce strade e impianti non si va avanti, e ha spinto i lavoratori a scioperare per ottenere aumenti dopo aumenti (ingiustificati, visto che il contratto e' stato firmato con quelle cifre) visto che ormai sono tutti disperati per finire strade, alberghi e stadi, e cosi' e' riuscita a mettere in ginocchio quella parte del governo che vuole finire i lavori prima di Giugno.

Le infrastrutture non saranno completate al 100%, il Gauteng Express, la metropolitana che avrebbe dovuto collegare i due aereoporti di Joahnnesburg, i tre stadi (Pretoria, Ellis Park e Soccer City), e certe zone della citta', sara' aperta solo in una tratta minore.

Non ci sono posti da dormire, nonostante il numero di turisti che scenderanno in Africa sara' molto minore del previsto (si parla di 300.000 da una stima iniziale di piu' del doppio). Privati affitteranno la casa a prezzi ridicoli (100 euro per testa per notte) tanto per fare qualche soldo.

Nella maggior parte delle citta' non esistono trasporti pubblici, tranne i terribili taxi, che non sono altro che minibus da 12 che viaggiano solitamente in condizioni oscene e seguendo codici della strada tutti loro. Senza contare che la maggior parte delle sparatorie sono tra taxi appartenenti a bande rivali per il controllo dei percorsi.

Il Sudafrica, a differenza del resto del mondo, ha retto benissimo alla crisi economica, ma questo ha portato ad un Rand forte, che non aiuta sicuramente i turisti (a Marzo 2008 rand versus sterlina era 17 a 1, ora e' circa 12 a 1...).

Ci sono una marea di biglietti invenduti (che tentero' di comprare, ovviamente). Le agenzie che volevano fare milioni vendono pacchetti con viaggi / albergo e partita stanno finalmente mostrando bandiera bianca e rilasciando i biglietti che hanno comprato in blocco.

Viaggiare via aereo quel mese sara' quasi impossibile, visto che al momento tutto costa troppo, anche se finalmente i prezzi stanno tornando umani (non piu' 900 euro ma 400 per Joburg - Cape Town).

Questo e' quello che la stampa vede e racconta.
Ma si dimentica di una cosa: l'entusiasmo dei sudafricani.
Tranne una frangia di Afrikaaners (che riconoscono solo il rugby come sport con la palla), tutti non stanno piu' nella pelle per vedere l'Inghilterra (che ha la maggior parte di tifosi), il Brasile , il Portogallo o lo stesso Sudafrica (tifato perlopiu' da neri).

Il governo sta realizzando che rubare i soldi a destra e manca prima del mondiale non e' una buona cosa, e di colpo stanno uscendo fuori di nomi dei corrotti o di chiunque stia cercando di intascare piu' soldi possibili, rubando non solo al governo, ma all'intero entusiasmo sudafricano.
Nomi di spicco (tipo Malema, 28enne leader della Youth League dell'ANC che ora devo dimostrare come fa ad essere un miliardario se intasca solo lo stipendi di 2000 euro dal governo...) escono fuori, e probabilmente dopo i mondiali, quando il mondo di scordera' di nuovo del Sudafrica (fino alla morte di Mandela immagino), questi nomi spariranno e cosi' le accuse.

Ma io rimango positivo. Giugno non e' un mese eccezionale per visitare questa nazione (e' pieno inverno...) e turisticamente in quel mese il Sudafrica e' capace di offrire il 10% del suo potenziale.
La coppa del mondo in Africa probabilmente' sara' l'ultima per un sacco di tempo, e voglio godermela.
Basta che l'Italia arrivi perlomeno ai quarti ed eviti figure barbine...
 
Di Olafmeister (del 17/02/2010 @ 08:27:21, in Verso l'undici giugno, letto 13 volte)
Ci sono voluti un sacco di tentativi, e una sessione persa per colpa di una carta di credito scaduta proprio durante il pagamento automatico (avvertirmi no eh?), ma finalmente sono riusciti a prendere biglietti per la coppa del mondo in Sudafrica anche nella terza fase.

E pensare che l'idea di biglietti economici (140 rand l'uno, - circa 13 euro, dietro le porte) era stata avanzata dalla SAFA (la FIGC locale) con l'idea di rendere accessibili i prezzi per tutti quei sudafricani neri che di soldi non ne hanno troppi.

Peccato che tra FIFA e SAFA si siano dimenticate entrambe di qualche fattore essenziale: mettere i biglietti in vendita SOLO su internet (almeno fino alla prossima fase dove potranno comprarli nelle banche) in una nazione che ha un bassissimo livello di penetrazione dell'ADSL (ed esorbitanti costi per navigare) non aiuta certamente tutti quei neri che non hanno nemmeno un computer.

Senza parlare dell'obbligo di usare la carta di credito, quando la maggiore parte dei locali non ha nemmeno un conto in banca, o un documento di identita'. Questi di solito quando fanno allo stadio si presentano 5 minuti prima della partita, cosa che sara' impossibile durante la coppa del mondo, visto che senza biglietto nessuno potra' avvicinarsi entro 500 metri da qualsiasi stadio.

Alla fine chi gioisce sono io: immigrato, con internet e una carta di credito. Grazie al mio indirizzo locale sono stato identificato come residente sudafricano e ho comprato questi biglietti:

Some successfull ticketing for the world cup!

Fino ad adesso ho accumulato 2 biglietti per Italia-Paraguay a Cape Town, 4 per Italia - Nuova Zelanda a Nelspruit, e altri 4 per Italia - Slovacchia a Johannesburg.
Piu' altri 2 per Serbia-Ghana giusto perche' e' dietro l'angolo.

Senza considerare gli eventuali ottavi, quarti, semifinali e finali nel caso l'Italia vada avanti (2 biglietti, per un prezzo medio di 45 euro inclusa finale).

Sempre sperando che l'Italia decida di giocare e non fare figure di merda come l'ultima volta che si e' presentata qui...
 
Lo so, ci e' voluto quasi un mese e mezzo per trovare il tempo di scrivere 10 ragioni che stavolta hanno reso un po' piu' difficile il ritorno in Sudafrica.

Qui continua a fare un caldo pauroso di giorno (al momento tutte le finestre di casa sono aperte, sono in mutande, e ho gia' bevuto 2 litri d'acqua, tra poco saro' obbligato a buttarmi in piscina) mentre di notte tutto il caldo accumulato si trasforma in temporali epici ed elettrici che mi obbligano a spegnere quasi tutto, per evitare disastri come l'anno scorso.

La stagione calcistica e' ricominciata. Per colpa della coppa del mondo che arrivera' qui tra 4 mesi, il campionato e' stato completamente rivoltato: inizio ufficiale fine di Febbraio e termine finale ultima settimana di Maggio!
Presto giocheremo due volte alla settimana (mercoledi' e sabato) e ci alleneremo il martedi' e il giovedi'.

Ormai tra allenamenti e corse varie (fino ad adesso nel 2010 mi sono sparato due 10km e una 15km competitive) sto tornando in forma, anche se giocare di sabato pomeriggio, sotto questo sole, e' da suicidio.

Nell'ultima visita italiana ho avuto occasione di andare a fare visita ai vecchi amici dell'AC Canegrate, finalmente trovando il tempo di vedere Colombo, lo storico presidente, grazie ai soliti sforzi organizzativi di Zanzottera, dirigente. (qui trovate l'articolo sul loro sito)

Ed e' sempre bello essere ricordati (forse in maniera leggermente migliore della realta' dei fatti, ma immagino sia normale) ed essere premiati con questa:

A nice gift from my old team

E l'ego intanto continua a crescere...
 
Non ho mai avuto fortuna con i visti.
Appena arrivato, da non ancora sposato, mi fecero penare l'anima per ottenere un misero visto di soggiorno di 2 anni. Per qualche giorno il mio status divento' addirittura immigrato illegale.

Due anni dopo, sposato, regolarmente registrato come residente temporaneo (anche se la residenza rimane italiana, visto che sto ancora aspettando i documenti sudafricani per registrarmi sposato e residente da queste parti - per lo stato italiano sono ancora scapolo) , qualcuno tenta di incastrarmi in qualsiasi modo.

A Luglio , con qualche mese di anticipo, mi sta per scadere il visto.
Mando la richiesta, e mesi dopo sorpresa! I documenti a Pretoria sono stati persi. Rimando la stessa richiesta, ma ormai il mio visto e' scaduto e non me la accolgono. Viaggio in Lesotho, volo in Botswana, giusto per ottenere una maledetta estensione, e finalmente mi accettanno la richiesta.

Passano settimane, poi mesi. Prima di partire per l'Europa per il mio viaggio natalizio, mi dicono che manca un documento, ovvero la mia fedina penale. Organizzo in fretta e furia con mia madre e il 24 dicembre vado in Questura e ottengo un certificato d'urgenza. Torno in Sudafrica, consegno il documento, e aspetto.

Due giorni dopo mi arriva questo:

The visa extension

Un certificato che in pratica mi dice: "Grazie, abbiamo qui i tuoi documenti. Pero' ci vorra' un po' di tempo per processarli. Torna pure tra [......] giorni e [..........] settimane per avere ulteriori informationi"

E pensare che in Europa viaggiavo fino da prima del crollo del muro di Berlino con 2 passaporti e in pratica potevo stare dovunque senza troppo sbattimenti...
 
Di Olafmeister (del 03/02/2010 @ 06:55:12, in Vita in Sudafrica, letto 16 volte)
Non chiedetemi neppure come ci sono finito dentro.

Per motivi di lavoro, qualche tempo fa sono andato a presentare un progetto da uno dei piu' grandi tassidermisti africani. Sapevo vagamente il significato di taxidermist, ma sinceramente l'attivita' non mi interessava troppo.

Dopo una mattinata passata a discutere di possibile collaborazioni (da iniziare solo nel 2010), mi hanno chiesto se volevo fare un giro nel laboratorio.
Ovviamente, non volendo deluderli, ho detto di si', e mi sono trovato presto davanti alla raccolta piu' grande che abbia mai visto di animali (africani) imbalsamati.

E' strano descrivere lo sconforto (peggio di uno zoo, almeno li' mangiano e respirano) che il capannone principale mi ha provocato.
Decine e decine di animali una volta vivi ed enormi (giraffe, rinoceronti, leoni) ridotti a statuine da appendere sopra il caminetto oppure da mostrare in giardino.

Ecco qualche foto:

African taxidermist

African Taxidermist

African Taxidermist

African Taxidermist


Interessato dall'attivita', ho chiesto in giro come funziona il loro lavoro. In pratica i cacciatori che vengono qui in Sudafrica a cacciare in riserve private (normalmente turisti americani, ma da un po' di tempo a questa parte ci sono un sacco di russi), uccidono qualche animale, poi lo portano a scuoiare e mandano solo la pelle nel laboratorio.

Gli imbalsamatori a questo punto costruiscono (credo sia col gesso) la forma dell'animale (o della parte che interessa al collezionista, tipo solo la testa), e poi ci incollano sopra la pelle, dopo averla trattata e tagliata in modo da adattarsi al modello di gesso.

Una volta finito, spediscono via corriere (vorrei vedere come fanno a spedire una giraffa fino in America...) e pronti via con il prossimo animale.

I mercati con piu' richiesta? Ovviamente quello nordamericano, quello russo (in crescita) e, fino a poco tempo fa, il mercato italiano...

 
Non mi ricordo nemmeno da quanto tempo non riuscivo ad organizzare un natale o una settimana visitando tutti i rami della famiglia Olgiati (tre, quello di mio padre e dei suoi due fratelli Tino e Giulio, purtroppo entrambi non piu' con noi).

A questo giro, grazie ad una sofisticata pianificazione (incastrare lavoro, famiglia, amici e viaggi quando poi alla fine uno vorrebbe anche un po' riposare e' sempre difficile), sono riuscito nell'intento.

Lindsey aveva sempre incontrato il resto del clan in visite veloci, dove non aveva mai avuto occasione di parlare oppure passare semplicemente un po' di tempo con loro. Stavolta invece si e' sorbita tutta la famiglia per giorni e giorni. Mangiando, bevendo, cercando di intercettare frammenti di discorso, oppure parlando con tutti quelli capaci di comunicare in inglese.

Prima di Natale siamo riusciti ad andare a mangiare al ristorante da mia mamma, ora felicemente risposata, con Germano, Lindsey e Olga. Cibo fantastico ma quantita' decisamente eccessive!

A Natale, Lindsey, Olga, mio padre e io siamo andati da Renato, Mariangela e zia Carla, a passare la giornata nella mitica taverna dove per anni ho passato i miei Natali migliori in compagnia di tutti, cugini, nonni e zii, aspettando di scartare i regali e trovare Lego o Transformers, pronti per diventare parte integrale dei giochi assurdi che facevamo io e mio cugino Davide.

Poi dopo un capodanno fantastico passato con amici a casa mia, abbiamo preso il treno e  siamo andati in quel di Andalo, sulle montagne trentine. Altri fantastici giorni con Davide, Simona (e Marco e Tommaso), Mariano e ovviamente Zia Graziella, giorni spesi a mangiare leccornie locali e bere grappa (che a quanto pare e' veleno per i sudafricani, incapaci di berla).

Siamo tre famiglie piene di ricordi, un po' tristi per la mancanza di persone che avevano reso i Natali speciali quando eravamo tutti bambini, ma ancora piene di energie e pronte ad accogliere il primo erede della prossima generazione... (siamo tre maschi, ma a quanto pare essendo l'unico sposato la pressione e' tutta su di me!)

Christmas with the family

Olga e mamma

Christmas with the family

Zia Carla, regina dalla casa

Christmas with the family

A casa di Renato e Zia Carla

Christmas with the family

Ovviamente ecco Bart! Con la sua fantastica sciarpa regalo di Lindsey

Christmas with the family

Papa' cucina per capodanno

Christmas with the family

Olaf, Zia Graziella e Davide

Christmas with the family

Simona, Tommaso e Marco

 

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