I segreti sudafricani: sul treno a vapore, verso Cullinan

Avrei voluto scrivere un articolo glorioso per la mia prima tripletta dal 93 ad oggi, ma per colpa di qualche cartellino irregolare la partita finita 7-1 di sabato e’ stata trasformata in amichevole prima di ricevere probabilmente il 3-0 a tavolino. Cosi’ mi ritrovo a raccogliere foto (la maggior parte di voi le avra’ gia’ viste su Facebook) e raccontare uno di quei viaggi che i turisti stranieri non fanno proprio mai.

The steam train

Departures

Friends of the rail

Partiti da Johannesburg alle 7, siamo arrivati alla vecchia stazione di treni di Pretoria un’ora dopo.
L’unico treno che ormai parte da qui e’ un vecchio treno a vapore tenuto in piedi dall’associazione friends of the rail, un gruppo di appossionati che e’ riuscito a trasformare la propria passione (i treni a vapore) in una sorta di remunerativo lavoro per il weekend.

The whole team is on the train

La composizione dei passeggeri nelle 7 carrozze era abbastanza scontata: tutti bianchi (ai neri non piace troppo ricordare il passato), e tra questi, l’80% di origine boera.
Gli Afrikaneers erano facilissimi da riconoscere: tutti, inclusi donne e bambini, avevano dimensioni di giocatori di rugby e panza da bevitori di litri di birra. La maggior parte biondi e tutti vestiti allo stesso modo: pantaloncini che arrivavano poco sottoal polpaccio, calze e scarpe da montagna e culi enormi. Senza contare la lingua, che ancora adesso dopo 4 anni fatico a comprendere…praticamente tedeschi.

La famiglia di Lindsey, cugini e zie incluse, era quasi al completo. In totale eravamo in 15, incluso Campbell, il figlio di 1 mese o poco piu’ di Kirsten.

La tratta da completare non era troppo lunga, ma si sa, i treni a vapore non sono famosi per le velocita’ di punta.
Cosi’ la vera avventura e’ stato viaggiare su un treno come 40 anni fa. I posti non erano comodissimi, ma per fortuna tutti si erano portati dietro da mangiare e da bere per un picnic finale a Cullinan, una vecchia miniera ormai in disuso e destinazione finale del viaggio.
Appena passate le 10 di mattina (per soddisfare la regole dei double digits), le persone di sesso maschile bevevano birre e alcolici di vario di tipo (io avevo la classica combinazione pre-miscelata di Jack Daniela e Coca Cola) parlando di sport e politica, mentre le donne passavano il tempo a passarsi Campbell per coccolarlo (senza che il poppante iniziasse a piangere, un eroe) e parlare di cose sicuramente meno interessanti.

Connecting vagons

It's after 10am

Drinks on the train

Dopo circa 3 ore e mezza, raggiungevamo Cullinan, che si presentava come un semplice paesello che ha vissuto l’epoca d’oro decenni fa. Cullinan deve la sua fortuna al famoso Cullinan Diamond, uno dei piu’ grandi diamanti mai scoperti.
L’unica attrazione attuale, con la miniera chiusa, e’ il “buco” (sul modello di quello di Kimberley) e il treno a vapore.

Cullinan

Scesi dal treno (e fatte le dovute foto con la locomotiva a vapore, davvero immensa), tutti si sono precipitati al parco poco distante per tirare fuori cibarie e dare il via al picnic.
Io invece, non essendo grande estimatore di picnic, ho preso il mio cibo e poi mi sono seduto appoggiato ad un albero per mangiare, passando poi le successive due ore dormendo all’ombra in un’altra giornata caldissima, mentre il resto della truppa esplorava la cittadina.
Per questo nelle foto di Cullinan vedere ben poco!

Fortunatamente posso compensare con foto particolari, grazie a tre semi-alcolizzati giovinastri:

Flying Curtis

Flying Andy

Flying Olaf

Dopo un veloce caffe’ in un bar locale, eccoci di ritorno,per un viaggio lunghissimo per colpa di qualche incidente o problema sulla linea.
Tutta la banda era semi distrutta dopo una giornata a bordo del treno e sotto il sole, ma felice per essere riuscita a passare Mother’s day tutti insieme. Pure io, che per una volta potevo permettermi di bere quanto volevo, mi rilassavo ripensando a quella tripletta cancellata dagli almanacchi 24 ore prima…

Olaf & Lindsey

Everyone!

Il resto delle foto le trovate qui: http://www.flickr.com/photos/olafmeister/sets/72157629721154658/

Vincere e convincere.

Vincere fa sempre piacere. Soprattutto dopo aver espresso un gioco favoloso (dopo 2 mesi di esercizi e lezioni tattiche, finalmente la squadra ha capito come io e Stoy vogliamo farla giocare). Siamo andati sopra 6-0 dopo 30 minuti, e poi ci siamo semplicemente rilassati.

La partita e’ finita 6-1 (hanno segnato su nostro autogoal), nel secondo tempo sotto un sole ridicolo (ma non doveva essere quasi inverno?), abbiamo un po’ perso la concentrazione e la voglia di spingere.

Finalmente pero’ sono state fatte le foto per il sito ufficiale (e per i giocatori). Avevo accennato qualche giorno fa che Mitre e’ il nostro nuovo sponsor tecnico, e devo dire che le nuove maglie sono davvero belle:

Panorama 2012

Ed ecco il vostro giocatore preferito:

Panorama 2012

Il treno magico

Qualche mese fa ho spostato la mia residenza da Canegrate (MI) a Weltevreden Park (Sud Africa). Non l’avevo mai cambiata durante i 6 anni passati a Londra, ma ormai mi aspetto di vivere nell’emisfero australe per un lungo periodo (sono quasi 5 anni adesso).

E’ stata quindi una sorpresa trovarmi nella mia bella mailbox una “cartolina” con provenienza Comune di Canegrate (provincia di Milano) per ricordarmi il mio dovere di votante durante le prossime amministrative del 6 e 7 Maggio.
Inviare la cartolina e’ costato 1 euro e 60, ha lasciato Canegrate il 6 Aprile ed e’ arrivata in Sud Africa, a 10.000km di distanza, quasi un mese dopo.

Ma le sorprese non finiscono qui. Non solo il comune mi ricorda i miei doveri di votante, ma addirittura mi dice che posso scambiare quel foglio di carta per un viaggio in treno A/R (ridotto, ovviamente) per tornare in municipio e votare:

Biglietto omaggio italia-sudafrica?

Ora mi basta solo trovare il magico treno F.S. che collega Johannesburg a Milano…

Esordi amari, rigori bastardi.

Il campionato quest’anno e’ cominciato davvero tardi.
E’ stato difficile per me e Stoyan (il mio co-allenatore di origine bulgara) tenere carichi e interessati la bellezza di 35 giocatori.
Solo due settimane fa i dirigenti hanno deciso di (finalmente) creare una squadra “riserve” e iscriverli, in ritardo, ad un campionato in corso, e solo da una settimana possiamo allenare il “gruppo” di 16 giocatori che dovrebbe comporre la squadra per il resto del campionato.

Panorama FC Shirt

La nuova maglia, sponsorizzata da Mitre.

Le prime tre partite, tutte giocate in Aprile, tutto giocate sotto un sole bastardo e clima secco, sono state affrontate in maniera totalmente diversa.

L’esordio contro il Palmeros e’ terminato con una sconfitta in cui ho segnato il goal dell’1-2 finale su rigore. Partita terminata con tre infortuni e rotazione imposta dalla societa’ per “far felici” la maggior parte dei calciatori.

La seconda partita (vs Florida) mi ha visto fallire il primo rigore da quando Refraschini mi paro’ un rigore nel lontano 1994 (o 95?) dopo aver deciso di abbandonare l’AC Canegrate per passare ad una squadra di Busto Arsizio.
Fortunatamente ho segnato il goal della vittoria (2-1 risultato finale), ma ho ancora l’amaro in bocca…

Sabato scorso invece, mi sono ritrovato a giocare contro la squadra prima in classifica. Peccato che tutti si aspettavano di avere un turno di riposo visto il lungo weekend (festa venerdi’ e il martedi’ successivo, ponte estremo di 5 giorni), e mi sono ritrovato con soli 6 giocatori del mio 11 ideale, di cui 2 infortunati dopo 30 minuti, e il resto composto da riserve che quest’anno non avevano ancora messo piede su un campo da calcio.
Risultato finale? 0-3, (mia) caviglia ancora distrutta e palo preso con un pallonetto da 30 metri!

Technical Card

Il mio cartellino di allenatore, notare tutti gli errori fatti dalla federazione: cognome, data di nascita e numero di passaporto…

Tre partite, una vittoria e due sconfitte.
Non l’inizio che speravo come manager. Ma con 21 giocatori impiegati fino ad adesso e l’opportunita’ di fare lezioni tattiche da settimana prossima (il 4-2-3-1 e’ difficile da assimilare, ma internet aiuta per esercizi e video), il futuro sara’ sicuramente migliore. Personalmente, 2 goal, 1 palo sarebbero un decente risultato in 3 partite, peccato per la caviglia nuovamente infortunata…

Dare speranza come poo-boy.

Come avevo accenato qualche tempo fa, per ottenere la mia liberta’ incondizionata (e riavere i 50 euro con cui sono uscito su cauzione), dovevo semplicemente completare 24 ore di lavori socialmente utili al canile municipale.

Community service: The SPCA experience

L’entrata del canile (di fianco ad un poligono di tiro…)

Chiamare l’SPCA “canile” e’ indubbiamente limitativo. SPCA sta per Society for the Prevention of Cruelty to Animals  (societa’ per la prevenzione della crudelta’ verso gli animali), e si occupa di tutti quei quadrupedi o volatili che hanno subito maltrattamenti oppure sono stati abbandonati. Ad esempio l’SPCA di Maraisburg (quello a cui sono stato assegnato) ha uccelli di tutti i tipi (soprattutto tropicali, alcune razze non sono autorizzate a finire a privati), gatti, cavalli, pecore, galline e, naturalmente, cani.

Il primo giorno mi hanno chiesto cosa potessi fare per aiutarli, visto che tutto e’ fatto su base volontaria. Io ho ammesso che a casa tiro su la cacca dei miei tre cani, e sono stato assegnato esattamente a fare questo: pulire le gabbie dei cani e preparare la sbobba, the poo-boy.

Tra tutti i possibili lavori che potevo ottenere (un altro “collega” con 18 ore da completare ha passato le sue giornate ad irrigare i giardini e tagliare l’erba), questo era indubbiamente il migliore.
Fin dall’inizio, invece di completare le 24 ore facendo turni completi da 8 ore alla volta, avevo deciso di iniziare di mattina e completare 4 ore ogni giorno, in modo da essere in grado di tornare a casa e in qualche modo continuare a lavorare con l’ufficio londinese.

Community service: The SPCA experience

Pronto a spalare merda

Cosi’, per una settimana intera (incluso il weekend pasquale) ho fatto turni che normalmente iniziavano intorno alle 8 per finire alle 12. L’unica compagnia che avevo era quella dei cani nelle loro celle personali.
Entravo, salutavo il povero animale, e con la canna dell’acqua pulivo la gabbia da chili di cacca. Poi regolarmente mi fermavo un po’ a parlare e giocare con tutti i cagnoloni e poi salutare, per poi passare alla gabbia successiva (ce ne sono una ottantina) e ricominciare. Tutto all’aria aperta.

Presto mi sono fatto dei favoriti. Cani che mi sembravano tristi oppure spaventati, forse consci del pessimo futuro che li attendeva. Mentre la maggior parte dei cuccioli sarebbero andati in adozione,  prima o poi (le famiglia vanno li’ e i bambini regolarmente visitano solo il blocco C, quello delle cucciolate indesiderate), i cani adulti, alcuni davvero giganteschi (mastini da 60kg), non avrebbero avuto le stesse chance.

Community service: The SPCA experience

Community service: The SPCA experience

Community service: The SPCA experience

 The dog whisperer!

E cosi’ , dopo il mio iniziale turno di 2 ore di pulizie, ho iniziato a frequentare le gabbie di questi cagnoloni, tutti tristissimi ma pronti a rallegrarsi solo per una parola, una carezza, per 5 minuti di gioia giocando con me. Di solito, prima di essere ammazzati (tramite inizione indolore), i cani passano 60 giorni nelle strutture. Poi, a meno di adozioni, vengono abbattuti.

Non do’ la colpa all’SPCA (che ha pochissimi aiuti dal governo e si arrangia come puo’) visto che per quei 60 giorni almeno i cani hanno un posto per dormire, cibo 2 volte al giorno, e vengono curati se sono ammalati.
I cani randagi ci sono dovunque, e non possono essere lasciati in giro, soprattutto da queste parti. Leggendo le descrizioni dei cani sulle cartelle esposte fuori dalle celle, non sono mai riuscito invece a perdonare tutti quei ex-padroni di cani che hanno invece “donato” il cane all’SPCA per chissa’ quale stupido motivo.
Forse il cane era cresciuto troppo per la famiglia, forse avevano deciso di trasferirsi e lasciare il cane dietro. Ma non potevo che rattristarmi pensando a quei cagnoloni che, dopo aver passato due, tre, quattro anni amati in una famiglia, di colpo sono stati lasciati li’, a morire, a meno di adozioni miracolose.

Nella mia settimana da volontario, ho passato soltanto due brutti momenti, e nessuno dei due aveva niente a che fare col comportatmento dei cani, che mi amavano senza problemi.
Il primo e’ stato di venerdi’ pomeriggio. L’unica volta che sono rimasto dopo pranzo. Verso le 2, una volta alla settimana, l’SPCA viene chiuso per 2-3 ore e fanno i “round”. Controllano i cani che sono malati o li’ da troppo tempo, entrano nella cella, iniettano chissa’ cosa, ed escono fuori con il cane morto in un sacco nero.

Pensate alla mia situazione: 10 minuti prima ero nella gabbia a giocare con un cane lupo, e rassicurarlo sul futuro (si’ , parlo coi cani, abitudini casalinghe) e poi, mentre pulivo la gabbia successiva, ecco il team della morte (scurissimo in faccia, non che a loro piaccia in maniera particolare quello che stanno per fare, nonostante l’esperienza) arrivare e uscire con il povero cagnolone, ormai morto in un sacco nero. Credo di essere rimasto sotto shock, triste e un po’ scoraggiato, per mezz’ora.

Community service: The SPCA experience

Si, quel sacco contiene un cane lupo…

L’altro momento invece e’ avvenuto l’ultimo giorno, di Sabato. Invece di fare la mia solita routine (saluta il cane, pulisci la cacca, riempi la ciotola d’acqua, dai del cibo e torna piu’ tardi) sono stato dirottato dalle parte dei cavalli, con i veri volontari del Sabato, per smuovere quintali di macerie necessari per creare spazio per una ventina di cavalli in arrivo. Cosi’ invece di 4 ore rilassanti, ne ho passate 4 smuovendo rocce e macerie, senza guanti o scarpe decenti, visto che ero li’ in assetto anti cacca, non spala macerie.

Community service: The SPCA experience
Tutto quello che vedere in primo piano e’ stato spostato da me…

Finite le 24 ore (in verita’ ne ho fatte circa 27), ho ricevuto la mie lettera e le congratulazioni del manager, visto che non ha mai visto nessun volontario spalare cacca e giocare con i cani come avevo fatto nella settimana precedente. Sara’ anche stata una punizione ma non ho avuto problemi nel completarla. 

Community service: The SPCA experience

24 ore completate!

Quattro giorni piu’ tardi ero in tribunale per la mia udienza finale, durata la bellezza di 3 minuti. Riconquistata la liberta’, invece di tornare a casa sono andato a visitare i cani, per la prima volta da esterno.
Potete immaginare la mia sorpresa quando le gabbie dei due cagnoloni che in poche settimane sarebbero stati uccisi erano vuote: erano entrambi stati adottati… (evviva!)

Trentacinque e sei pizze

Domani mi presentero’ in tribunale sperando di riottenere la liberta’ incondizionata e i 50 euro per la cauzione.

Ho passato le mie ultime ore al canile municipale (che si occupa anche di altri animali) a spostare macerie con altri “volontari” per liberare un’area per una ventina di cavalli che arriveranno in settimana. Dopo 4 ore di lavori forzati, le uniche ore in cui non ho potuto giocare con i cani, mi sono presentato al campo da calcio per giocare la prima di campionato. Abbiamo perso 2-1, ho segnato su rigore, e sono tornato a casa incazzato.

Per fortuna lunedi’ era il mio compleanno. A differenza degli anni londinesi, in cui semplicemente mi recavo al pub con Rob a bere Guinness e Jack + Coke, con Lindsey le cose sono diverse.
Lei adora organizzare le feste a casa mia e tutto quello che dovevo fare era scegliere cosa avrei fatto da mangiare. Con una decina di persone di arrivo, ho deciso di spendere i miei soldi comprando gli ingredienti per fare pizze per tutti. Stavolta, a differenza di qualche mese fa, ho deciso di comprare un mattarello in moda da stendere l’impasto in maniera decente e non distruggerlo con le mie manine.

La spesa e’ stata fatto nel pomeriggio dal solito Fruit & Veg qui vicino (dove trovo tutte le prelibatezze italiano, dai formaggi ai salumi, che voglio) e la sera e’ stata spesa a preparare e infornare, dando da mangiare a tutti gli ospiti piu’ 5 cani.

Olaf 35th Birtdhay

Olaf 35th Birtdhay

Olaf 35th Birtdhay

Olaf 35th Birtdhay

Il risultato finale non e’ stato niente male (in totale sono state fatte 6 pizze)

Olaf 35th Birtdhay

Olaf 35th Birtdhay

Anche se l’highlight della serata e’ stata sentire cantare “Tanti auguri a te” (in italiano) da Lindsey, famigliari e amici dopo che Lindsey aveva insegnato a loro la canzone durante il pomeriggio per via telefonica!

Olaf 35th Birtdhay

Olaf 35th Birtdhay

La partita piu’ costosa della storia

Vedere l’Italia per ben 6 volte (tra Confederation Cup nel 2009 e World Cup nel 2010) qui in Sudafrica mi ha lasciato l’amaro in bocca. Ho visto 6 partite, ne hanno vinta una (contro gli Stati Uniti, in 10), pareggiate due (contro squadroni come la Nuova Zelanda e il Paraguay) e perse ben 3 (con Brasile, Egitto e Slovacchia).

Ma voglio vedere l’Italia vincere ancora una volta. E, grazie alla collaborazione di Dominik, sono riuscito a procurarmi un biglietto per Italia-Croazia del 14 Giugno prossimo a Poznan, durante i campionati europei.

Cosi’ ne approfitto per venire (stavolta da solo) in Italia, farmi una capatina in Polonia e, se l’Italia riesce a non farmi incazzare per l’ennesima volta, godermi un ultimo weekend nella mia cara patria.

Le date:

Partenza: 9 Giugno da Johannesburg, arrivo il 10 mattina a Malpensa, via Dubai
Viaggio in Polonia: via il 13 (mercoledi’) a Berlino da Malpensa, poi autista fino a Poznan (30 euro per 150km, un affare). Il 14 guardo la partita, il 15 sera riparto alle 21 da Berlino per tornare a Milano
Ritorno: 18 Giugno partenza di sera da Malpensa e atteraggio di martedi’ mattina a Johannesburg, sempre via Dubai.

Tutto per vedere una dannatissima partita (e si spera per rivedere le solite facce note!)

Ora si tratta solo di terminare le mie 24 ore di lavori socialmente utili, ricevere una bella lettera che dice quanto sono bravo coi cani, e tornare in tribunale il 18 Aprile per riottenere la mia liberta’!

 

Le mie prigioni

Se e’ da un po’ che non scrivo, il motivo e’ presto rivelato:

Olaf in jail

Quello dietro le sbarre sono io. Foto gentilmente offerta dal mio compare Curtis.

Sono finito in galera, per furto. Nelle ultime settimane sono stato impegnato con tribunali ed avvocati e al momento sto scontando la mia pena (24 ore di servizi socialmente utili di cui parlero’ settimana prossima, quando le avro’ completate).

Lo so, sembra assurdo. Mi mancava pure questa. Ma vediamo prima di riassumere i motivi che mi hanno portato alla stazione di polizia di Roodepoort il 23 Marzo scorso.

Sono le 11 di mattina. Mi sono svegliato alle 7 per portare avanti qualche lavoro. Alle 10.30, senza aver fatto colazione, decido di andare a fare spesa per il pranzo nei soliti supermercati qui vicini. Non avendo la macchina, ancora in mano a Kirsten e Andy (lei e’ ormai all’0ttavo mese di gravidanza e la loro macchina e’ morta), prendo la bici e faccio il solito giro.
Woolworths per prendere formaggi. Fruit and Veg per la carne e la verdura. E poi Checkers per il resto. Arrivo verso le 11.00 e parcheggio la bici. Sono stanco e sudato e mentre butto la spesa nel carrello, decido di bermi una redbull farlocca e mangiarmi un pacchetto di patatine all’interno del supermercato. Vado alla cassa, e lascio il carrello mentre carico tutto sul mio zaino. Mi scordo la lattina e il pacchetto di patatine (valore totale: 32 rand, 3 euro).

Mi incammino verso l’uscita e la sicurezza mi ferma (qui ai supermercati e’ dovunque). Mi accusano di non aver pagato lattina e patatine e io mi scuso, e offro di pagarle seduta stante. No, non si puo’ venga con noi.

Inizia un’esperienza tanto assurda che ancora adesso mi viene da ridere. Vengo accompagnato negli uffici del manager della sicurezza. Mi accusano di aver rubato (mangiato) 32 rand e mi controllano lo zaino con altro cibo proveniente da altri supermercati. Ho lo scontrino (tranne che per il gorgonzola) ma mi controllano tutto.
Decidono di chiamare la Polizia. Io mi siedo e aspetto. Immagino stiano bluffando.

2 ore dopo arriva la polizia, mi guarda, mi chiede cosa ho fatto e se la ride. Arriva una telefonata e devono andare ad arrestare un ladro preso con le mani nel sacco mentre derubava una casa poco distante. Io aspetto, e aspetto. 1 ora piu’ tardi tornano, e visto che Checkers non ha abbandonato le accuse (il manager intanto era tornato a casa, era venerdi’ dopotutto…) mi devono portare in stazione. Chiedo se possono arrestarmi con la bici e loro dicono di si’ e mi portano su un camioncino corazzato con la bici a Roodepoort, alla stazione di polizia.

Arrivo, firmo i moduli, e mi dicono che visto che Checkers non ha cambiato lo status dell’accusa, devono mettermi in prigione fino a quando qualcuno non arrivera’ a pagarmi la cauzione (io non posso) fissata a 500 rand (50 euro).
Passo due pallosissime ore in prigione (sporchissima) seduto per terra mentre tento di intavolare una discussione con un ladro di appartamenti (dello Zimbabwe, zero conoscenza dell’inglese) e un pirla che ha provato a rubare una macchina mentre la polizia era parcheggiata a 50 metri.

Leggo tutti i 4 muri mille volte, di solito rovinati da graffiti che invocano Dio o invocano la morte della polizia. Evito il cesso, un buco senza privacy (delle privacy me ne sbatto, ma c’era troppo vomito e troppa poca carta igienica per avvicinarsi li’ vicino). Curtis arriva e paga la cauzione. E tanto per prendermi per il culo, mi fotografa in prigione (notare tra l’altro la mia uniforme…)

Olaf in jail

Il tipo che ha provato a rubare una macchina riceve nello stesso lasso di tempo la visita del padre che gli comunica che dovra’ stare in prigione fino a lunedi’, visto che di pagare la cauzione (piu’ alta della mia) non ne vuole sapere e che e’ tempo che impari una lezione. E il tipo scoppia a piangere.

Io esco, torno a casa, mi scuso con Lindsey per lo spavento (provate a chiamare la moglie e iniziare la discussione con “Lindsey, prima di tutto stai tranquilla. Sono in prigione ma va tutto bene….“)

Olaf in jail

Il lunedi’ successivo mi presento in tribunale. Appuntamento fissato alle 8.30 ma mi chiamano dentro solo alle 3 del pomeriggio. Nel frattempo finisco Hunger Games (bel libro, altro che la saga di Twilight) e Lord of the Flies, che non avevo mai letto in inglese.
Entro dentro, e il giudice (donna) per sbaglio riceve una cartelletta contenente un’altro capo di accusa per violenza e assalto. Si incazza con me, io povero straniero che faccio queste cose in Sudafrica.
L’avvocato le dice che ha sbagliato cartella. Non si scusa e mi accusa di essere qui illegalmente.
Io non dico niente (ovviamente e’ incazzata) e l’udienza viene posticipata alla settimana successiva.

Passa una settimana e mi ripresento al tribunale.  Come al solito passano 6 ore (dove finisco il secondo e terzo libro della serie di Hunger Games) ma invece di andare dal giudice, vado dal Senior Prosecutor distrettuale che mi comunica che, visto la situazione ridicola, invece di sporcare la mia fedina penale – che mi bloccherebbe il rinnovo del prossimo visto – potrei patteggiare con 24 ore da trascorrere a fare lavori socialmente utili. 24 ore da scontare prima del 18 Aprile.

Accetto e mi vengono date due scelte: pulire i cessi e pavimenti al tribunale (dove c’e’ sempre casino, pisciano e cagano come animali e fumano dovunque, senza mai vedere il sole) o scontarle al canile municipale (e pulire dietro ai cani oltre che dar loro da mangiare, in pratica quello che gia’ faccio a casa). Ovviamente se devo aiutare qualcuno preferisco aiutare cani e gatti abbandonati e cosi’ accetto la seconda condizione.

E ora mi ritrovo a lavorare durante Pasqua all’aria aperta pulendo la merda di un centinaio di cani abbandonati o catturati e tentando di regalare un po’ di gioia sperando che qualcuno venga ad adottarli.

Certo, sono ancora incazzato (sono ore perse dal lavoro e devo alzarmi prima dell 8.30!), ma sinceramente tra tutto quello che mi e’ capitato, questa non mi sembra neppure una punizione. Fatemi scontare le 24 ore (tento di farne 4 ogni giorno) e vi faro’ sapere come e’ andata a finire…

Il solito sabato

Sono state due settimane difficili. Per vari motivi e un equivoco clamoroso ho avuto a che fare con la giustiza sudafricana, e solo mercoledi’ prossimo sapro’ cosa mi succedera’. Fino ad allora purtroppo cerchero’ di evitare commenti sulla mia situazione in modo da permettere di rilassarmi in vista della mia prossima visita in tribunale tra due giorni (e dopo saprete tutto).

Per il resto, non vedevo l’ora di tornare alla solita routine del weekend: gara podistica e calcio. Dopo quasi 2 settimane senza accumulare km nelle gambe (non ho proprio avuto il tempo!) mi sono presentato con Jill dalle parti di Irene (a 30km da qui), per correre una 10km con poche aspettative. Invece di provare a migliorare il mio personale per quest’anno, ho deciso di aiutare Jill a scendere sotto l’ora, dopo che nelle scorse gare ci era arrivata vicina ma senza avere troppa fortuna.

Dopo una partenza lenta (dovuta all’eccesso di fango dopo una notte di pioggia), sono riuscito a spingere Jill, nonostante tutte le madonne che mi tirava, a correre una prima parte veloce, sapendo gia’ che avrebbe rallentato notevolmente dopo il quinto chilometro. Ma anni di film sportivi mi hanno insegnato che il giusto discorso puo’ provocare reazioni eroiche, e cosi’ dopo 3km di frasi prese direttamente da Rocky, Il sapore della vittoria e Fuga per la Vittoria, sono riuscito a finire con Jill in 59 minuti e poco piu’.

I dettagli della gare sono qui: http://runkeeper.com/user/olafek/activity/78962870?&mobile=false

Qualche foto:

Denel Road Race 2012

Denel Road Race 2012

Tornati a casa, dopo qualche ora mi sono presentato per l’ennesima amichevole di questo precampionato lunghissimo (il campionato iniziera’ solo il 14 aprile…). Ancora una volta abbiamo giocato contro una squadra di categoria superiore (sto evitando di giocare contro squadre di categorie uguale o inferiore perche’ sinceramente serve a poco, se non a creare illusioni) e abbiamo perso 2-0 per colpa di due autogoal. Ma la squadra sta venendo su davvero bene. Ci manca solo qualcuno che possa segnare…

Una cosa curiosa e tutta africana: una volta parcheggiato, ho intravisto una squadra di allievi o giovanissimi che avevano appena finito di giocare contro i nostri. La squadra veniva da uno degli squatter camp locali, e, non avendo soldi per i mezzi di trasporto, sono arrivati (e ripartiti) cosi’:

Football team on a truck

Una ventina di ragazzini, e i loro allenatori, su un pickup, in attesa di guidare 30km (sull’autostrada) e tornare a casa. Solo in Africa…

Nella nebbia un record. E un calzino morto.

Svegliarsi di sabato mattino per andare a fare gare di corsa e’ sempre difficile. Se le gare sono dalle parti di Pretoria, a 50/60km da qui, la sveglia e’ alle 4.30 (di solito al nord la partenza e’ intorno alle 6-6.15). Dalle parti di Johannesburg invece, complice la vicinanza e lo start sparato alle 7, posso anche svegliarmi alle 5.30.

Andare in altri posti invece e’ sempre un’incognita. Io e Jill avevamo deciso qualche mese fa di partecipare alla classica Om Die Dam (una gara intorno all’Hartbeesport Dam, l’equivalente del nostro lago di Garda, con un sacco di afrikaneers invece di tedeschi).  Dopo aver chiesto in giro informazioni per un indicativo orario di partenza da casa, abbiamo deciso di partire intorno alle 3.30.

Harties (cosi’ come viene chiamata la zona dai locali), era sempre stata una tranquilla destinazione turistica nei weekend. Negli ultimi anni pero’, complice l’arrivo di capitali dall’estero, un sacco di stranieri ha iniziato a costruire villoni lungo il lago artificiale, e i sudafricani piu’ ricchi, per non sentirsi da meno, hanno fatto bene o male lo stesso. Con le ville (per fortuna qui si vedono sempre pochi palazzoni di cemento all’italiana nelle zone turistiche!), sono arrivati benzinai, negozi e centri commerciali. Ma le strade sono rimaste le stesse di 20 anni fa: due corsie intorno al lago e basta. Proprio per evitare di non trovare parcheggio, siamo arrivati li’ intorno alle 4.30 trovano poco traffico. Per farvi capire l’importanza di questa gara tradizionale (era la 22esima edizione), quest’anno il numero di persone era salito a 10.000. Potete immaginare il numero di auto che dovevano trovare parcheggio! Una volta chiuse le strade e fatto partire la gara, c’erano decine di autisti/corridori ancora alla ricerca di un posto per lasciare il mezzo…

A differenza della 50km (intorno al lago), la 21km si e’ svolta nell’entroterra, lungo le colline spaccagambe, in mezzo ad una nebbia fittissima per almeno l’80% della mia gara. Ci sono stati momenti in cui non riuscivo a vedere oltre a 20 metri, e purtroppo non ho potuto gustarmi il bellissimo panorama (lago e montagne) che probabilmente mi stava accompagnando per tutto il tragitto.

Alla fine, completamente fradicio (la nebbia e l’umidita’  avevano soppiantato il sudore…) , ho finito la difficile gara un secondo sotto l’ora e 42 minuti, 27 secondi meglio del mio personale. Probabilmente senza la salita finale di 3km avrei potuto fare anche meglio.

Dopo l’arrivo, e in attesa di Jill (che ha finito circa 40 minuti dopo di me) ho potuto sedermi e rilassarmi sotto il sole, riuscendo finalmente a scorgere il lago e le montagne che avevo intorno. Con una medaglia al collo, una coca cola nella mano destra e 6 pancake in quella sinistra, non poteva esserci maniera migliore di terminare una gara!

Peccato per la morte del mio povero calzino comprato da Decathlon in Italia anni fa, e compagno di moltissime gare. Si e’ spaccato intorno al km 10, lasciando la povera pelle della caviglia a strofinarsi contro la scarpa:

Om mie dam 2012

Si’, la macchia rossa e’ il mio sangue

I dettagli della 21km come al solito qui: http://runkeeper.com/user/olafek/activity/75941207?&mobile=false

Qualche foto:

Om mie dam 2012
Partenza alle 6.30

Om mie dam 2012
Poco dopo l’arrivo

Om mie dam 2012
Tornando a casa, abbiamo incontrato i corridori della 50km che dopo 4 ore dovevano ancora correre una 20 di km sotto il sole

Om mie dam 2012
Il mio pettorale… notare la macchia di sangue dalle parti del capezzolo destro, dove mi sono tagliato

Om mie dam 2012
Una bella medaglia da aggiungere alla sterminata collezione

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