Mille

Mi piacciono i numeri. Tengo statistiche delle mie attivita’ sportive sul mio sito da circa 10 anni. Prima era anche peggio.

Quando ero piu’ giovane tenevo un bellissimo foglio a quadretti dove regolarmente segnavo tutte le partite in cui facevo goal. Avevo ormai superato quota cento gia’ nel 1994 (dopo 4 stagioni tra esordienti, giovanissimi e allievi con 27,21,36 e 29 goal) e, una volta ottenuto il mio primo computer decente, avevo salvato tutte le informazioni su un grazioso documento Excel – versione 5.0

Poi il crash del mio computer e la mancanza di backup mi avevano ridotto a passare settimane a cercare quel prezioso foglio di carta per provare ad aggiornare le statistiche, ma purtroppo, convinto del sorpasso della tecnologia rispetto alla cellulosa, lo avevo probabilmente buttato via senza nemmeno pensarci troppo.
Do ancora la colpa della carenza di stagioni in doppia cifra alla mancanza di motivazioni: senza numeri, non potevo nemmeno festeggiare il 150esimo o il 200esimo goal con i miei compari.

Anni dopo, con l’avvento del mio sito personale (nel 2004 credo), decisi di provare a tenere informazioni dei risultati degli sporti che facevo o faccio tuttora: calcio, corsa, ciclismo e, ai tempi, kickboxing.

Dopo aver completato una 21km in Pretoria qualche ora fa, ed aver aggiornato il sito come al solito (la corsa non e’ andata male, una prima parte lenta seguita da 11km percorsi in 51 minuti, per un risultato finale sotto l’1.50 nonostante la solita noiosa caviglia), sono andato a guardarmi le statistiche. Da quando registro i risultati finale delle gare podistiche cui partecipo, ho finito ufficialmente 56 gare per un totale di 1031km! (sono 94 ore di corsa)

Avevo sfondato il muro dei 1000km ufficiali (senza allenamento, contano solo quelli trascorsi correndo con un pettorale e classifica finale ufficiale) qualche settimana fa, ma non me ne ero accorto.
Sono entrato a far parte del club dei 1000 a 34 anni.

Sono cose che danno soddisfazione e sinceramente non vedo l’ora di arrivare a 2000. Ho impiegato 13 anni di gare per arrivare a 1000. Ora corro molto di piu’ e spero di mettercene piu’ o meno la meta’…(anche perche’ guardando le statistiche su runkeeper, tra allenamento e altro ho corso/completato circa 1300km in poco piu’ di un anno e mezzo!)

Qualche foto dalla gara odierna:

Toyota McCarthy 21km in Pretoria
La fila per i cessi

Toyota McCarthy 21km in Pretoria

Poco dopo l’arrivo

Toyota McCarthy 21km in Pretoria

Le statistiche come al solito le trovate qui: http://runkeeper.com/user/olafek/activity/69344115

Raccolti atomici

Una volta domato l’orto, lasciato a se stesso (sole, grandine, temporali, vento) durante le tre settimane passate in Europa (e una successiva settimana passata a riprendermi), ho finalmente iniziato il raccolto di frutta verdura.

Rispetto agli anni scorsi, ho piantato solamente quello che avrei poi mangiato, invece di altra verdura che piantavo “giusto perche’ c’era spazio”.

Cosi’, a questo giro, il raccolto e’ stato abbondante e, con un po’ di programmazione nelle prossime settimane, dovrei riuscire a piantare altre verdure (basilico, rucola, peperoncini e peperoni) che mi accompagneranno fino alla fine dell’estate, insieme ai soliti immancabili pomodori che continueranno a spuntare fino almeno ad Aprile.

Il primo raccolto e’ stato quello delle Gem Squash. Stavolta quel tipo di zucchina e’ arrivata alla dimensione giusta, ovvero circa quella di una palla di baseball, rispetto alle dimensioni da ping pong dell’anno scorso:

Gardening

Anche la “fabbrica di patate” (le chiamano proprio cosi’, Potato Farms), ha dato decisamente piu’ frutti dello scorso anno,. Con sole due patate piantate nella costruzione verticale, ho tirato su un buon numero di tuberi:

Gardening

Peccato aver perso l’opportunita’ di averne il doppio (o il triplo) , visto che purtroppo in quelle tre settimane all’estero non ho potuto “coprire” le piantine che spuntavano dalla patate sotto terra per imbrogliarne la crescita e obbligare la pianta a creare un’altra patata.

Risultato strano invece con le carote. Stavolta (grazie al fatto che ne ho piantate di meno), sono venute fuori di dimensioni “normali”, ma l’eccesso di  nutrienti nel terreno (ho drogato il tutto con quello che la fabbrica dei vermi mi ha dato negli ultimi mesi), ha provocato forme orribili, da horror giapponese:

Gardening

Ho avuto il coraggio di assaggiarle e fortunatamente sanno di carota, pero’, a differenza del resto della verdura, la madre di Lindsey ha deciso di non portarsene nessuna a casa, chissa perche’…

Vacanze di Natale 2011: a Poznan. Che spacca, anche d’inverno

Durante i primi vent’anni della mia vita, credo di avere passato quasi tutte le vacanze estive in compagnia dei miei nonni (e dei miei amici di cortile a Pozna) in Polonia. D’inverno ci saro’ andato solo due volte, nel 1986 (evitata la vacanza polacca estiva per colpa di Chernobyl) e nel 2000, quando Dominik si era sposato.

Sinceramente speravo in un po’ di neve, convinto com’ero che Poznan a Dicembre avrebbe deluso Lindsey.
Invece, nonostante la mancanza del solito clima invernale polacco (temperatura a meno 20, ghiaccio e neve dovunque), Lindsey e’ riuscita ad apprezzare Poznan e il clima post-natalizio polacco in maniera inaspettata.

Per una volta non ero ospite di mia nonna (non piu’ in condizioni di ospitarci, purtroppo), e cosi’ Dominik si e’ offerto volentieri di darci una stanza nel suo appartamento per tutta la durata del viaggio.
Utilizzando come campo base il suo salotto (tentando di non occuparlo troppo a lungo, visto che Piotr e Susanna, i suoi figli, avevano ricevuto una playstation3 per Natale e volevano giocarci tutto il tempo) ho portato Lindsey in giro per lunghe passeggiate piene di ricordi.

At Dominik's house

Inutile nasconderlo, Poznan mi e’ sempre piaciuta.
Sara’ l’effetto nostalgia che mi colpisce quando torno in Europa – le mie migliori vacanze sono state trascorse da quelle parti con mia sorella – sara’ la citta’ vecchia, sara’ l’assenza di palazzi orrendi in centro che, come per esempio a Milano, rovinano tutto.
Sara’ il cibo. Forse la birra (economica).
Oppure semplicemente la spensieratezza che ho quando cammino per le vie del centro, partendo da mia nonna e arrivando regolarmente dalle parti del fiume dopo un’ora di camminata.
Credo che invece a questo giro il motivo vincente sara’ stata l’opportunita’ di condividere con Lindsey una parte della mia vita che le e’ sempre stata nascosta.
Lei conosceva l’Olafmeister londinese. Conosce quello italiano. Ma quello polacco?

The Ratusz

Stary Rynek in Poznan

Lindsey and I

Ratusz

Ready to roll

In 4 giorni ho tentato di farle vedere quasi tutto, dallo spettacolare Stary Rynek (sempre bellissimo) con i capretti meccanici che si fanno la guerra dall’alto del Ratusz alle 12 e le case dipinte di tutti i colori, fino all’universita’ (Poznan ha un buon 20% di studenti che studiano nella cita’ con il  maggior numero di universita’ in Polonia).
Dallo stadio del Lech Poznan, che ho riconosciuto a stento, visto che e’ stato completamente rifatto per Euro 2012, fino a Malta, il lago artificiale, uno dei posti migliori per rilassarsi o fare sport in estate.

Senza scordare le camminate intorno all Fiera Internazionale di Poznan (dove Dominik lavora). Mio padre ha conosciuto mia madre grazie a quella fiera, e senza di essa io non sarei qui ora scrivere. Vedere lavorare Dominik in fiera, continuando una tradizione di lavoratori “italiani” , mi fa sempre un immenso piacere.

Dominik e sua moglie ovviamente hanno provato il possibile per farci vivere un’esperienza con i fiocchi.
Ad esempio siamo andati al palazzo reale di  Baborówko, dove abbiamo passato la mattinata a fare colazione con quella che credo possa considerarsi la nobilta’ polacca (distrutta durante il periodo comunista).
Il palazzo era fantastico, e le strutture per i circa 70 cavalli (un’arena indoor…) erano notevoli. La colazione invece era stata semplicemente eccezionale. Da tempo non mangiavo alla polacca.

Baborowko palace

Another gigantic christmas tree
Oppure l’ultima sera siamo andati in uno dei ristoranti di lusso del centro, il Ratuszova, per un’indimenticabile cena a base di cibi rigorosamente locali, tra i quali i classici pierogi oppure il Zurek, una zuppa servita all’interno di una forma di pane. Fantastica! (E Dominik ha messo Lindsey alla guida, la sua prima volta dalla parte regolare della strada…)

Soup in a sour bread

Con Michal (un altro mio amico d’infanzia, che sta prendendo i voti da sacerdote) siamo andati a visitare lo stadio (visita per me d’obbligo) e la Palmiarnia, una specie di struttura di vetro divisa per settori con piante provenienti dalla giungla, dalla savana etc… un’ottima scusa per riscaldare Lindsey dopo ventate freddissime all’aperto.

Ready for Euro 2012

Dangerous fish

Una visita in Polonia non poteva essere considerata completa senza andare a trovare mia nonna.
Ancora agile mentalmente nonostante l’eta e’ gli acciacchi, e’ riuscita in qualche modo a cucinarci un pranzo dalle dimensioni colossali che ho faticato a finire.
Se il pranzo non mi aveva distrutto, il continuo tradurre da inglese a polacco e polacco a inglese in modo che Lindsey e mia nonna potessero comunicare mi aveva ucciso definitivamente.

With my grandma

I problemi di traduzioni sono andati avanti bene o male per il resto del viaggio  tanto che ho passato gli ultimi giorni a parlare con Lindsey in polacco e Dominik in inglese…

Fortunatamente Lindsey era distratta delle meraviglie nascoste della citta’: un presepe enorme nella chiesa di San Fransesco (due mesi per costruirlo), oppure gli alberi di natale di tutte le dimensioni decorati con gusto bene o male dovunque (altro che USA, la Polonia prende gli addobbi natalizi in maniera seria, senza tutto il kitsch tradizionalmente americano).

Massive Nativity Scene in the Saint Francis church in Poznan

Tornare la sera del 31 e’ stata una pessima scelta da parte mia, ma visti i prezzi (nessuno si imbarca su Ryanair a quell’ora il giorno di Capodanno) era l’unica possibile soluzione. (per fortuna mia madre si e’ presentata a Bergamo per portarci a casa, facendo un brindisi improvvisato all’aereoporto!)

Cosi’, dopo 4 bellissimi giorni in Polonia, ho dovuto salutare Dominik e Michal all’aereoporto, sperando di poterli rivedere tra 6 mesi, in tempo per vedere l’Italia giocare in Polonia per Euro 2012 (nota ai viaggiatori futuri: Poznan e’ l’unica delle 4 citta’ polacche pronta al 100% per l’evento sportivo dell’estate!)

With Michal and Dominik

Calciomercato di inizio stagione. Sentirsi come un povero Beckham.

Sono ancora qui immobile dopo l’infortunio di settimana scorsa. Eppure mi trovo davanti ad una scelta calcistica mica da poco: cambiare squadra.

Non sono un tipo che cambia squadra facilmente. Alla fine dal 1985 ad oggi ho giocato in sole 3 squadre (senza considersare la parentesi fallimentare al Legnano oppure le sue squadre di Canegrate).
Di solito gioco sempre in societa’ che sono vicine a me geograficamente soprattutto perche’ mi considero un lazzarone abitudinario e odio dover guidare 30 minuti per andare ad allenarmi o per una partita. Ho controllato su google map: durante gli anni canegratesi la distanza tra casa mia e lo stadio era di 1.9km (6 minuti). A Londra, quando giocavo col Parsons Green, era ancora minore: 500 metri.

Ho dovuto fare uno sforzo qui in Sudafrica, ma la distanza tra casa mia e il centro sportivo del Panorama calcio e’ comunque di soli 5km.

In 27 anni di calcio la mia fantastica distanza media e’ stata di 2.5km. 

Ora invece le cose potrebbero cambiare. Di colpo (in meno di una settimana, i trasferimenti societari possono farsi fino a meta’ febbraio, poi e’ finita), ho avuto offerte per andare a giocare al Ruimsig (una categoria superiore), a ben 11.2 km da qui, oppure al Marks Park (stessa categoria), a 11.4km.

Entrambi vogliono comprare i cosidetti “vecchi” del Panorama, ovvero io e altri tre giocatori che, per via dell’eta, sono considerati ormai marginali per i piani societari.
Lo so, e’ un po’ triste visto che negli ultimi 4 anni io e Stoj, il mio compare bulgaro, abbiamo portato a casa 4 medaglie (una coppa di lega vinta e una finale persa, un campionato vinto e un secondo posto), due promozioni e numerosi trofei individuali.

Capisco benissimo: nonostante sia il capitano, bisogna guardare al futuro e ormai le decisioni sociali sembrano finali.
Le nuove norme di quest’anno prevedono un minimo di 4 under 21 nell’11 titolare, e solo 3 stranieri tra campo e panchina, e purtroppo non ho nelle gambe (e nella testa) 3 sessioni settimanali di allenamento piu’ la partita al sabato.

Cosi’ mi ritrovo davanti ad una scelta: continuare al Panorama (volevamo farmi allenatore / giocatore per una delle squadre senior, ma hanno cambiato idea all’ultimo minuto), andare al Ruimsig e giocare difensore (questo e’ quello che il loro allenatore mi ha proposto) oppure accettare il ruolo di capitano / allenatore / giocatore per il Marks Park dove ci sono le strutture migliori e dove hanno una squadra veterani in cui posso continuare a giocare nei periodi morti.

Certo, cambiare squadra sarebbe triste dopo 4 bellissimi anni, soprattutto sapendo che probabilmente finirei a giocare nello stesso girone del Panorama.
Ma devo guardare avanti, come un Beckham dei poveri(issimi) o un Tevez leggermente piu’ felice e meno odiato (ma sempre povero).

 

Vacanze di Natale 2011: a Londra. Che alla fine non cambia mai.

Non tornavo a Londra dal 2009: un sacco di tempo. Il programma era semplice: lavorare per una settimana e divertirsi nel weekend. Lindsey poi sarebbe partita per il Galles per trovare la sua migliore amica (che recentemente ha avuto una figlia) mentre io sarei rimasto indietro, a portare avanti tutti i progetti londinesi.

My office in Brentford

Il mio ufficio a Londra

La societa’ per cui lavoro aveva deciso di rendere la mia ospitalita’, almeno i primi giorni, memorabile, e infatti ha prenotato una specie di suite all’Holiday Inn di Brentford, a 50 metri dall’ufficio.
Probabilmente avevano paura che mi svegliassi troppo tardi e troppo lontano per incominciare in orario.
Un’altra sorpresa attendava Lindsey: due biglietti (incredibilmente costosi) per un musical che lei voleva vedere da parecchio tempo: Legally Blonde al Savoy Theatre.

At the Savoy Theatre

A musical for Lindsey

Musical time!

Cosi’, dopo aver passato meno di 6 ore in ufficio, entrambi abbiamo salutato tutti e siamo andati a goderci un musical in uno di quei teatri che trovi solo nel West End londinese.
Nonostante avesse un target soprattutto femminile (cosi’ come il film originale), devo dire che mi sono divertito parecchio. Quando i biglietti sono gratis tutto ha un gusto particolare….

La sera successiva, dopo un’altra dura giornata di lavoro (sia io che Lindsey abbiamo vissuto a lungo a Londra, e nessuno dei due aveva particolare voglia di farsi un giro turistico. Credo che l’unica foto fatta davanti ad un monumento riconoscibile sia stata la prima sera dalle parti di Tower Bridge… – a questo giro il Big Ben non l’ho neppure sfiorato!), siamo andati alla cena sociale natalizia, con tutti i tre nuclei (quello londinese, quello americano e quello sudafricano) finalmente riuniti per la prima volta da anni. 

The London Eye

By Tower Bridge

Le uniche foto turistiche…

La scelta del ristorante e’ stata particolare: un ristorante francese piccolissimo di fianco ad Harrods. Ancora incapace di rilassarmi economicamente, continuavo a fare conversioni tra la sterlina e il rand, arrendondemi all’evidenza che per lo stesso prezzo di quella cena avrei potuto comprarmi un televisore HD enorme di marca…(il cibo era decente, il vino eccezionale, ma oltre a quello mangiare francese non e’ mai stato il mio forte).
Fortunatamente prima della cena avevamo fatto tappa in un pub a Knightsbridge per iniziare la serata alla grande!

The old team is back one night only!

Harrods, always the same

Party night

Il weekend, l’unico in cui non avrei dovuto lavorare, lo abbiamo passato a North Finchley, nel nord estremo di Londra (soprattutto per chi, come me, abituato a vivere a Fulham, considera Bayswater al pari della Scozia), dagli zii di Lindsey. Due giorni rilassanti, spesi soprattutto a fare shopping natalizio (mai andare a Londra prima di Natale!), e, nel mio caso, comprarmi le scarpe di corsa e da calcio che in Sudafrica mi sarebbero costate una fortuna.

Another coffee

News shoes for the season

Il lunedi’ successivo, dopo aver salutato Lindsey in partenza per il Galles, ho iniziato la mia tre giorni di rimbalzo: ogni sera in una casa diversa, ospitato a turno dai miei colleghi di lavoro.

Leaving London

Lindsey saluta e se ne va nel Galles

Per quanto avrei voluto tirare le ore piccole, la stanchezza dopo ore di lavoro e costante viaggi in auto / autobus e metropolitana (io abituato alla bici!), mi avevano reso ogni sera uno zombie. Essenzialmente la giornata era composta in questa maniera: sveglia, colazione, trasporto pubblico o auto (con Guy e la sua Porsche), lavoro fino a sera, casa, pub, casa, cimitero mentale.

Il ritorno di Lindsey (dopo che anche lei, vittima di stanchezza fisica e mentale, aveva perso l’autobus e si era dovuta arrangiare con costoso treno), coincideva con l’ennesimo cambiamento: via da Putney per tornare dagli zii a Finchley.

Great Burgers!

Olaf and Gemma

Ultima serata

Per poi tornare la sera stessa a Putney per incontrare i nostri ex-compari di kick-boxing e abbandonarsi mangiando i soliti, deliziosi ed enormi hamburger di GBK prima di passare il resto della serata a bere al “solito” pub, il Coat & Badge, dove sia io che Lindsey abbiamo passato la maggior parte del 2004 a bere, conoscerci e mangiare.

Nonostante i numerosi spostamenti, e’ stata una settimana in cui mi sono rilassato e non sono stato costretto e farmi il solito giro turistico di Londra.

Last drink with Guy

C’e’ sempre tempo per un’ultima birra…

Nonostante i cambiamenti strutturali (Tottenham Court Road e’ un cantiere, e l’orrendo grattacielo dalle parti di Tower Bridge rovina tutta le foto ) Londra e’ rimasta sempre la stessa: piena di polacchi (pensavo fossero tornati a casa ormai), con italiani allo sbaraglio e un sacco di gente perennemente incazzata.
Potrei tornarci a vivere domani e ri-ambientarmi in 2 giorni (a patto di vivere nel Sud dalle parti del fiume…)

 

Iniziare bene l’anno 2012

Dovevo finire di scrivere gli ultimi due articolo (Londra / Poznan) della mia trilogia natalizia e farvi vedere altre foto (che comunque trovate sempre su flickr), invece mi ritrovo adesso cosi’:

Injured foot!

Quello e’ il mio piedone dopo l’infortunio nella PRIMA giornata di preparazione per il prossimo campionato! Mentre correvo sono stato fregato dall’erba ancora morbida dopo il temporale e il mio povero piede e’ finito in una buca. Risultato? Legamento stirato e immobile per le prossime due settimane!

E pensare che stava tutto andando bene… gli articoli erani quasi finiti, ed ero tornato in controllo del mio orto, che dalla giungla di questa foto (tre settimana di sole e temporali hanno dato risultati incredibili):

Veggie Garden before

Ero riuscito a ridurre a questo:

Veggie Garden after

Senza contare che solo settimana scorsa ero gia’ tornato alle gare podistiche con una 15km finita in un tempo lento (correvo con Jill) ma che mi dava buon speranze per il resto del mese…

Probabilmente nel weekend trovero’ il tempo di aggiornare il sito. Per adesso tanto vale deprimersi e andare in piscina per tentare di non ingrassare troppo!

Vacanze di Natale 2011: in Italia, ovvero famiglia, amici, nostalgia, salame e alcolici

Ci sono voluti un po’ piu’ di giorni per rimettersi a pari con lavoro e casa.
In tre settimane di sole e temporali qui in Sudafrica il giardino e’ diventato una giungla, e l’orto ha conquistato aree e altezze che non credevo possibili.

Ora che ormai un numero immenso di foto sono su facebook (diventato uno strumento indispensabile per condividere immagini e tags), e flickr (per chi non ha facebook), trovo anche il tempo di scrivere qualcosa di questa fantastica esperienza invernale europea.

Su flick trovate tutto qui: http://www.flickr.com/photos/olafmeister/sets/72157628749415715/

Sono riuscito, insieme a Lindsey,a rivedere quasi tutte quelle persone che volevo incontrare. A questo giro ho fallito soltanto con il gruppo veneto (i miei vecchi compari Mauro, perso col lavoro, Alessia, ormai milanese, e Gualtiero, praticamente sposato) , ma purtropppo incastrare il tutto era davvero impossibile.

Durante Dicembre, e inizio Gennaio, l’Italia e’ stata la mia base per le altre spedizioni, quella Londinese e, dopo Natale, quella Polacca. Ovviamente il fulcro del viaggio e’ stato il periodo di Natale.

In Ethiopia!

Arrivati in Italia via Etiopia dopo un viaggio tutto sommato molto meno stressante di quello che entrambi credevamo possibile (la mancanza di video individuali mi ha convinto a passare le 12 ore di volo, 6 verso Addis Ababa, altre 6 verso Milano a leggere il bellissimo 11/22/63 di Stephen King) e, dopo una prima serata al solito Texas Pub, siamo partiti meno di 24 ore piu’ tardi verso Londra (di cui parlero’ piu’ tardi).

Al ritorno da Londra, 7 giorni piu’ tardi, sono partite immediatamente le preparazioni per il pranzo di Natale, organizzato come al solito (almeno ogni volta che torno, ogni due anni) a casa di mia zia e Renato. A quanto pare era da almeno 20 anni che non avevamo cosi’ tanti partecipanti. Grazie a figli nati da cugini, e la presenza di Lindsey, il numero rispecchiava quello del 1991, quando erano ancora in vita i miei zii, e mia nonna.

La sera del 23 e’  stata come al solito passata al Texas, per festeggiare il compleanno di Beppe (a mezzanotte), in compagnia di quasi tutti, inclusi Mera e Luciana, sposini (quasi) novelli.

Happy birthday Beppe!

Il giorno dopo, alla vigilia , proprio come due anni fa, ho portato Lindsey alla messa di mezzanotte (giusto per mantenere le tradizioni italo-cattoliche, da italiano all’estero qualcuno deve farlo per forza), stavolta a Legnano, alla basilica di San Magno, dove, dopo la veloce messa (30 minuti), ci siamo fiondati sui panettoni e vin brule’ a gentile disposizioni dei partecipanti.

With mulled wine

Potete tutti immaginare come e’ andata la giornata successiva: seduti alle 11.30, i culi sono stati rialzati solo in tarda serata. Le pance erano piene, i piatti vuoti, e il livello alcolico (vino, grappa, cocktail, il solito miscuglio) eccessivo.

Coinvolgere Lindsey in un pranzo famigliare e’ sempre un piacere, soprattutto quando la maggior parte del cibo, cui io sono abituato da secoli, impressiona positivamente anche lei.

The whole family!

Perfection

Certo, la mancanza di qualsiasi tipo di insalata (contorno essenziale in qualsiasi tavolo sudafricano, da Gennaio a Dicembre) si e’ fatta sentire, ma, come avevo suggerito a Lindsey, a casa Olgiati l’insalata viene sostituita con l’affettato e bagnata col vino, in pieno stile natalizio.

Cousins
Rivedere tutti i miei fantastici cugini (incluso Davide, tornato dall’Afghanistan con un bottino mica male di storie e foto) mi ha fatto andare in modalita’ nostalgia, e come al solito abbiamo passato troppo tempo a ricordare i bei tempi andati di quando eravamo tutti (beh, quasi) bambini e di come il Natale fosse ancora piu’ speciale. Per questo apprezzo notevolmente gli sforzi fatti per riunirsi tutti insieme una volta ogni tanto…

Davide, back from Afghanistan

Qualche giorno piu’ tardi, dopo qualche giornata passata a rilassarci a Canegrate, siamo partiti per la Polonia, e siamo tornati la sera del 31. Ancora una volta, come durante quasi tutta la nostra permanenza, a sbattersi per portarci in giro da un aereporto all’altro e’ stata mia madre, la mia autista personale, che Lindsey e io ancora ringraziamo (che ci ha costretti ad un brindisi serale all’aereporto di Bergamo, e come si fa a dire di no?).

Stanchi morti ci siamo presentati (o meglio, imbucati) ad una festa di capodanno a casa del mio compare Giamba, dove abbiamo alzato la media eta’ di almeno 10 anni!

With Giamba and Claudia

Con a disposizione qualche serata, sono addirittura riuscito a farmi invitare a cena da Massi (ormai padre di un bambino chiamato Raul, come il fratellastro di Ken Shiro), da Beppe (reduce da 3 mesi di avanti e indietro in Germania, con Claudia e un’Alice ormai capace di comunicare in maniera quasi normale) e rivedere pure Paolo, che non ero riuscito a salutare l’anno scorso (in una casa nuova, con 3 figli e Verusca).
Senza contare i pomeriggi passati a parlare con mio padre e mia sorella, occasioni che di solito si limitano a pochi minuti durante le mie telefonate domenicali, ma che stavolta sono durate decisamente piu’ della media, almeno fino a quando Tyson, il cane di famiglia, non ha preso il sopravvento.

Tyson and Lindsey

With Paolo

Sono stati giorni stressanti (prima e dopo le partenze), piene di bevute al Texas, a casa mia, in ristoranti (con mia mamma) e a casa di altri, guidando dopo 16 mesi sulla parte opposta della strada (alla fine ho solo sbagliato due rotonde e preso un senso unico dall’altra parte).

Sono stati giorni in cui ho rivisto la mia famiglia (che mi manca sempre, anche se poi mio padre piange se glielo dico), i miei amici (che vorrei fossero sempre a portata di macchina) e il reporto gastronomico di qualsiasi supermercato (salame a prezzi ragionevoli, mi manchi pure tu!)

It's late at night...

Sono stati giornate senza sole, ma anche giornata in cui il sole non sarebbe servito a niente:  portare Lindsey in giro in luoghi della mia infanzia (il parco Castello di Legnano, i quartieri decenti di Canegrate, dalla parte giusta della stazione) mi ha scaldato l’animo senza bisogno di avere aiuti da cielo. Senza scordare l’ultimo pomeriggio, in cui tutti e quattro (io, mio padre, Olga e Lindsey) ci siamo messi a cucinare un pranzo incredibile: semplicemente la ciliegina sulla torta!

P1050721

Certo, l’Italia mi manca. Ma tornare ogni volta rende l’esperienza speciale (e so gia’ che stare piu’ a lungo mi farebbe tornare in mente i motivi per cui ho lasciato tutto indietro…).

By the Duomo

Buon Natale e Buon Anno (in ritardo clamoroso). Ci vediamo forse tra qualche mese…

Tornati!

Dopo 3 settimane in giro per l’Europa (tra Londra, Milano e Poznan) io e Lindsey siamo finalmente tornati.

E’ stata una vacanza (anche se per la prima meta’ ho lavorato) favolosa. Lunga, costosa e stancante. Ma anche tonificante. Rivedere mille facce, spendere colazioni, pranzi e cene con amici e famigliari, ri-visitare posti in momenti dell’anno (invernali) in cui non ci ero mai andato (Poznan).

Non ho avuto tempo di aggiornare il sito ma ho tentato di tenere tutti aggiornati sui miei spostamenti tramite facebook + twitter.

Alla fine sono riuscito a incontrarvi (quasi) tutti. Purtroppo ho dovuto tirare pacco ad amici che avrei voluto decisamente rivedere, ma spero sinceramente di tornare in Europa tra pochi mesi, per gli Europei in Polonia.

Nei prossimi giorni iniziero’ il solito upload di foto praticamente dovunque, adesso, dopo un viaggio di ritorno che mi ha portato in Etiopia, ho solo bisogno di riposare qualche ora…

 

Letture digitali

Mi piace leggere. Da sempre. Durante il mio “peggior” periodo (meta’ anni 90), quando mia madre lavorava in libreria, continuavo a “prestare” libri in continuazione per poi scordarmi di ridarli dietro. Il mio tesserino alla biblioteca comunale aveva uno storico interminabile, e l’edicolante della stazione non lo pagavo nemmno: metteva tutto sul conto (che poi veniva estinto dai miei poveri genitori, a 100k-200k di riviste al mese)

Cosi’ mi ritrovavo a leggere di tutto: da Stephen King al Topolino, dalla combinata quotidiana Gazzetta dello Sport + Il Giorno (mai stati una famiglia da Corriere a quanto pare), fino ai vari manga (che andavo a prendere a Milano, dalla storica Yamato, prima che arrivassero nelle edicole). Senza contare le riviste: TGM, Top Hockey, Guerin Sportivo, oppure i vari fumetti Bonelli.

Di fianco alla tazza del cesso avevo sempre una scorta di letture essenziale per passare preziosi minuti seduto a defecare nella santita’ del mio bagno.

Il risultato dopo anni? Chili e chili di riviste e fumetti che (tranne Topolino, con le sue storie da 30 pagine massimo che puoi iniziare e finire durante una sessione al cesso) difficilmente leggero’ ancora.
Magari ogni tanto, tornando in Italia, rileggo qualche Dylan Dog, ma le vecchie riviste o manga non verranno mai piu’ aperte.
Uno spreco di carta.

Per questo adoro questo periodo storico. Finalmente posso leggere quanto voglio, dove voglio, usando semplicemente gli aggeggi tecnologici che mi girano intorno. Risparmiando soldi.

Certo, continuero’ a comprare prime edizioni dei pochi autori che aspetto sempre con ansia (Neil Gaiman, Stephen King e pochi altri), ma ormai tutte le mie letture sono diventate digitali.
Dell’odore e della sensazione che la carta dovrebbe darmi me ne frega poco. Soprattutto nel caso delle riviste (dovrebbero spostare tutti i settimanali in versione digitale e non ci saranno piu’ problemi nel distruggere alberi per farne carta, soprattutto se un povero albero viene abbattutto per poi vedersi stampare il culo delle Kardashian su Novella 2000…)

Cosi’, as esempio:

Digital life
Leggo sul kindle “A song of ice and fire“, e credetemi, avere tutti i 5 libri in cosi’ poco spazio e peso e’ un piacere

Digital life
Con Zinio su iPad (o newstand che non uso ancora), posso abbonarmi alle riviste che mi piacciono: EDGE e Total Film, ad un prezzo ridicolo rispetto a quello che pagherei nelle edicole sudafricane per un import dall’Inghilterra: meno di 2 sterline a numero per un anno rispetto alle 7 sterline per un numero che pagherei nelle librerie!

Digital life
Non leggerei un libro sull’iPad (molto meglio il Kindle), ma riviste e fumetti trovano l’habitat naturale sui tablets.

Digital Life
Tempo di leggere qualche Comic Books (Thorgal! Uno dei miei favoriti… in polacco!)

Digital Life
La resa a video e’ fantastica

L’avvento dei tablet (io uso un iPad che mi e’ stato dato per lavoro, ma il Samsung Galaxy non e’ malaccio, anche se lontano anni luce dall’esperienza di iOs) , in combinata con un Kindle,  ha reso inutile a casa mia gli scatoloni in cui buttavo via tutte le vecchie riviste. E siamo tutti piu’ felici.

Tanto per suggerire qualche app: Zinio e’ incredibile per le riviste. Comic Zeal ottimo per i Comic Book (riletto the Dark Knight Returns di Miller: capolavoro) e Manga Storm e’ essenziale per i manga (puoi scaricare quello che vuoi in pratica, a patto che non sia in stampa ufficialmente negli Stati Uniti. Ad esempio mi sono riletto Slam Dunk, Ushio e Tora e Berserk…)

Cambiamenti di vita via evoluzione del soggiorno

E’ sempre strano quando succede qualcosa che cambia improvvisamente le abitudini quotidiane. Dopo aver vissuto sotto il mio tetto, Andy e Kirsten hanno finalmente deciso di traslocare con i loro due cani in un’altra casa (dalle dimensioni simili alla mia).

Da maggio (lui) e luglio (lei) hanno finalmente iniziato a lavorare, dopo i primi 6 mesi qui senza molta fortuna. Ora che Kirsten e’ incinta, e il padre di Andy non riesce a vivere da solo, hanno preso pacchi e bagagli e si sono trasferiti tutti insieme dalle parti di Roosevelt Park, una zona vicino all’Emmerentia Dam, un parco bellissimo, con 4 cani (Lucky e Dub, che vivevano con noi e i due cani del padre di Andy).

Se all’inizio la convivenza era stata un po’ complicata (in pratica non potevo usare piu’ il cesso principale durante il giorno o lavorare in mutande), negli ultimi 7-8 mesi era diventato davvero piacevole avere compagnia per la casa, sopratttutto di sera, quando Lindsey andava a dormire presto e io potevo rimanere in piedi fino a tarda notte a parlare di film e cazzate con Andy o Kirsten.

Ritrovarsi tutte le sere in cucina e prepapare da mangiare per 4 persone (+ i cani), o semplicemente rilassarmi sul mio gigantesco divano bevendo whisky, vino o appletizer, erano diventati abitudini quotidiane che per un po’ rimpiangero’ di non avere piu’.

Ora la casa sembra vuota, e sia io e Lindsey dovremo ri-abituarci in fretta. Lei non ha piu’ sua sorella con cui parlare, e io non ho piu’ nessuno con cui cazzeggiare di sera. Tutto tornera’ alla normalita’ presto immagino.

Cosi’, riguardando le foto degli ultimi mesi, ho notato come ogni cambiamento e’ stato seguito/preceduto da un update al soggiorno.

Negli ultimi 3 anni (da quando ci siamo trasferiti qui), il soggiorno e’ cambiato radicalmente 4 volte:

1) Soggiorno prima del mio matrimonio, quando vivevo qui da solo. Notare l’essenziale: un divano letto, un televisore, la raccolta di DVD in bella mostra, e il cesto della biancheria.

Evolution of a living room

2) Dopo esserci sposati. Nuovo divano, nuove tende, un tappeto ed elementi decorativi sulla mia raccolta di DVD tanto odiata da Lindsey (che, come molte donne, non capiscono l’importanza dei DVD, qualsiasi altro uomo capisce al volo cosa piace al compare in base alla lista dei film li’ presenti…)

Evolution of a living room

3) Dopo aver vinto un concorso televisivo. Casa modello hobbit. Divano girato, nuovo tappeto, via le tende, nuova lampada e tavolini e piastrelle dipinte color cioccolato. Il televisore ora e’ contro il muro davanti (potete trovare le foto di tutto il cambiamento ancora qui: http://www.flickr.com/photos/olafmeister/sets/72157607070458883/)

Evolution of a living room

4) La versione del soggiorno di Andy e Kirsten. Avevo portato via Lindsey per il suo compleanno lo scorso Agosto, e mentre eravamo io i due co-inquilini avevano deciso di mettere a posto il soggiorno dopo che ci eravamo un po’ annoiati con il look precedente. Tornati dal weekend via, sorpresa: via i pali di legno (e ri-stuccato il soffitto), divano girato ancora una volta, e un quadro di Andy come regalo per Lindsey. La migliore configurazione degli ultimi 3 anni!

Evolution of a living room

Gia’ su facebook ho augurato ad entrambi buona fortuna. Lo faccio ancora, anche se forse dovranno usare il traduttore di google per leggere l’articolo in inglese. Andy, Kirsten (e i vostri cani + futuro figlio/a), buona fortuna, e grazie per il pesce (questa purtroppo la capiranno in pochi)

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